martedì 4 ottobre 2016

Apple : Gossip.........

L’ultimo aggiornamento della serie dei MacBook Pro risale a maggio 2015, 
quando Apple ha introdotto la tecnologia Force Touch.  
Le ultime indiscrezioni parlano di un nuovo design, più sottile, con un display OLED al posto dei tasti funzione sopra la tastiera, un nuovo comparto grafico basato sul chip Polaris di AMD e il Touch ID per sbloccare il computer con l’impronta digitale.

È quasi sicura anche l’introduzione di porte USB-C, e probabilmente, come sul MacBook Air di ultima generazione, sostituiranno qualsiasi altro ingresso.
(anche per l’alimentazione della batteria?). 

 Secondo le fonti di MacRumors Apple presenterà i nuovi MacBook Pro già durante il mese di ottobre.Si parla anche di un evento speciale per la presentazione dei nuovi laptop, che Apple potrebbe tenere a San Francisco o a Cupertino dopo la prima metà di ottobre.

Assieme ai MacBook Pro di nuova generazione, Apple presenterà probabilmente anche un aggiornamento dei MacBook Air, con un miglioramento delle prestazioni e l’introduzione dell’USB-C, e, forse, degli iMac, con l’introduzione dei chip grafici di AMD.

venerdì 30 settembre 2016

(in)Sicurezza Informatica

 Trend Micro ha rilevato una realtà non certo positiva in termini di sicurezza informatica: 
i ransomware sono cresciuti del 172% e le perdite causate dalle truffe business email sono arrivate a 3 miliardi di dollari. 
 Inoltre sono state registrate circa 500 vulnerabilità totali in diversi prodotti.
 
Nel 2016, i ransomware hanno dominato il panorama delle minacce e sono cresciuti del 172% rispetto al 2015, affermando ancora una volta questa minaccia come quella più pervasiva. Numerose varianti sono state create per attaccare tutti i livelli di rete e 79 nuove famiglie sono state identificate. In totale le perdite sono state di 209 milioni di dollari.

Un ransomware è un tipo di malware che limita l'accesso del dispositivo che infetta, richiedendo un riscatto (ransom in Inglese) da pagare per rimuovere la limitazione. 
Ad esempio alcune forme di ransomware bloccano il sistema e intimano l'utente a pagare per sbloccare il sistema, altri invece cifrano i file dell'utente chiedendo di pagare per riportare i file cifrati in chiaro.

In Italia sono stati identificati 3.667.384 ransomware
Le vulnerabilità e i ransomware hanno rafforzato gli attacchi attraverso gli exploit kit. L’arresto di una cinquantina di cyber criminali ha fatto diminuire l’utilizzo di Angler, ma sono comparsi altri exploit kit, come Rig e Sundown

Sono cresciute le vulnerabilità in Adobe Flash e in diverse piattaforme.

Le violazioni di dati hanno colpito diversi settori. 
Nel primo semestre del 2016 sono cadute vittima delle violazioni di dati sia organizzazioni pubbliche governative e sanitarie che aziende private come Myspace e Verizon. 
Sono stati messi a punto nuovi malware PoS. 
FastPoS si è distinto per le sue efficienti capacità nel furto dei dati delle carte di credito, colpendo le PMI di tutto il mondo.

Risultati immagini per l'enigmista

In Italia sono stati rilevati 62 malware per PoS
Anche i malware per l’online banking hanno continuato a mietere vittime. 
In Italia ne sono stati identificati 2.689. 
Infine, le app maligne progettate per i dispositivi mobile non si fermano. 
In Italia ne sono state scaricate 1.048.268


martedì 27 settembre 2016

CryptoVirus: in ostaggio i nostri dati ! (III°)


E se dopo tutto, alla fine, si cade preda del cryptovirus? 
Purtroppo a questo punto lui comincia zitto zitto a fare il suo sporco lavoro. 
Cripta tutto ciò che gli pare e all’utente arriva un messaggio: 
«Sei stato infettato, devi pagare». 
La cifra è variabile, intorno a 1,5 bitcoin, la moneta virtuale: 
ai valori odierni si tratta di circa 500 euro. 

Messaggio e chiave di cifratura ti rimandano al “Deep web” attraverso “Tor”, che come gli addetti ai lavori sanno è un sistema di comunicazione anonima di Internet. 
Per questo per le Polizie postali di tutto il mondo è così difficile arrivare ad agguantare le organizzazioni criminali che stanno dietro al cryptovirus.

A questo punto l'avvertimento è ancora più perentorio e più chiaro: 
non pagare! 

«Non solo perché solo molto raramente mandano la chiave di decifratura, 
ma perché così si finisce per arricchire dei criminali senza scrupoli».

venerdì 23 settembre 2016

CryptoVirus: in ostaggio i nostri dati ! (II°)


...............ma, c’è ancora una via di uscita: 
«Il cryptovirus impiega un po’ di tempo per azionare il meccanismo di cifratura dei file». 

Quanto? 

Dipende dalla quantità di memoria da cifrare: 
possono occorrere pochi minuti, così come mezz’ora nei casi più complessi. 
Intanto ci accorgiamo quasi subito che qualcosa non funziona perché l’allegato non si apre, oppure il file è strano o non contiene ciò che ci aspettavamo......

«A quel punto occorre agire subito, disattivare internet o spegnere il dispositivo»

Si è salvi, ma attenzione non connettetevi di nuovo a Internet perché altrimenti il processo si riattiva indisturbato e silente.
 
 

Il dispositivo va messo immediatamente in mani esperte per bloccare l’aggressione.......
ed Avant Time ti permette di uscire da questa situazione, 
evitare riscatti e complicazioni.

continua...........







mercoledì 21 settembre 2016

CryptoVirus: in ostaggio i nostri dati !

 Come difendersi da questo virus pericoloso che cripta i contenuti dei vostri  dispositivi (rendendoli illeggibili) e poi chiede un riscatto per riaverli?

Il miglior antivirus resta il proprio cervello
 Attenzione a tutti gli allegati, 
anche a quelli inviati da persone conosciute perché possono aver bucato il loro account.

Non “abboccare” quando l’oggetto delle mail è strano, non personalizzato, 
quando l'italiano è sgrammaticato .

Quasi sempre il mittente assume la forma di un soggetto istituzionale 
per “forzare” il poveretto ad aprire l’allegato: 
Rai, Poste, Agenzia delle Entrate, Equitalia, un Corriere che vi consegna qualcosa.

E poi fate attenzione all’estensione dell’allegato:
non aprire mai file zippati o con estensione exe, cab.
Attenti anche ai pdf che nascondono il famigerato “exe”.

Ricordatevi di abilitare il proprio sistema operativo alla visualizzazione della vera estensione dei file. 
Così veniamo messi in allerta e possiamo cancellare tutto.

Ma se proprio si ci cascate e aprite l’allegato? 
..............continua
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